Messaggio a Marija del 26 Gennaio 2018

“Cari figli! Questo tempo sia per voi il tempo della preghiera affinché lo Spirito Santo, attraverso la preghiera, discenda su di voi e vi doni la conversione. Aprite i vostri cuori e leggete la Sacra Scrittura affinché, attraverso le testimonianze, anche voi possiate essere più vicini a Dio. Figlioli, cercate soprattutto Dio e le cose di Dio e lasciate alla terra quelle della terra, perché Satana vi attira alla polvere e al peccato. Voi siete invitati alla santità e siete creati per il Cielo. Cercate, perciò, il Cielo e le cose celesti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Messaggio a Mirjana del 2 Gennaio 2018

“Cari figli, quando sulla terra viene a mancare l’amore, quando non si trova la via della salvezza, io, la Madre, vengo ad aiutarvi a conoscere la vera fede, viva e profonda; ad aiutarvi ad amare davvero. Come Madre, anelo al vostro amore reciproco, alla bontà e alla purezza. È mio desiderio che siate giusti e che vi amiate. Figli miei, siate gioiosi nell’animo, siate puri, siate bambini! Mio Figlio ha detto che ama stare tra i cuori puri, perché i cuori puri sono sempre giovani e lieti. Mio Figlio vi ha detto di perdonare e di amarvi. So che non è sempre facile: la sofferenza fa sì che cresciate nello spirito. Per crescere il più possibile spiritualmente, dovete perdonare ed amare sinceramente e veramente. Molti miei figli sulla terra non conoscono mio Figlio, non Lo amano. Ma voi, che amate mio Figlio e Lo portate nel cuore, pregate, pregate e, pregando, percepite mio Figlio accanto a voi: la vostra anima respiri il suo Spirito! Io sono in mezzo a voi e parlo di piccole e grandi cose. Non mi stancherò di parlarvi di mio Figlio, amore vero. Perciò, figli miei, apritemi i vostri cuori, permettetemi di guidarvi maternamente. Siate apostoli dell’amore di mio Figlio e del mio. Come Madre vi prego: non dimenticate coloro che mio Figlio ha chiamato a guidarvi. Portateli nel cuore e pregate per loro. Vi ringrazio!”

Messaggio a Jakov del 25 Dicembre 2017

“Cari figli, oggi, in questo giorno di grazia, vi invito a chiedere al Signore il dono della fede. Figli miei, decidetevi per Dio e iniziate a vivere e a credere in ciò a cui Dio vi invita. Credere, figli miei, significa abbandonare le vostre vite nelle mani di Dio, nelle mani del Signore che vi ha creati e che vi ama immensamente. Non siate credenti soltanto con le parole ma vivete e testimoniate la vostra fede attraverso le opere e con il vostro esempio personale. Parlate con Dio come con il vostro Padre. Aprite e offrite i vostri cuori a Lui e vedrete come i vostri cuori cambieranno e potrete ammirare le opere di Dio nella vostra vita. Figli miei, non c’è vita senza Dio e perciò come vostra Madre intercedo e prego mio Figlio affinché rinnovi i vostri cuori e riempia la vostra vita con il Suo amore immenso. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Messaggio a Mirjana del 2 Dicembre 2017

“Cari figli, mi rivolgo a voi come vostra Madre, la Madre dei giusti, la Madre di coloro che amano e soffrono, la Madre dei santi. Figli miei, anche voi potete essere santi: dipende da voi. Santi sono coloro che amano immensamente il Padre Celeste, coloro che lo amano al di sopra di tutto. Perciò, figli miei, cercate di essere sempre migliori. Se cercate di essere buoni, potete essere santi, anche se non pensate questo di voi. Se pensate di essere buoni, non siete umili e la superbia vi allontana dalla santità. In questo mondo inquieto, colmo di minacce, le vostre mani, apostoli del mio amore, dovrebbero essere tese in preghiera e misericordia. A me, figli miei, regalate il Rosario, le rose che tanto amo! Le mie rose sono le vostre preghiere dette col cuore, e non soltanto recitate con le labbra. Le mie rose sono le vostre opere di preghiera, di fede e di amore. Quando era piccolo, mio Figlio mi diceva che i miei figli sarebbero stati numerosi e che mi avrebbero portato molte rose. Io non capivo, ora so che siete voi quei figli, che mi portate rose quando amate mio Figlio al di sopra di tutto, quando pregate col cuore, quando aiutate i più poveri. Queste sono le mie rose! Questa è la fede, che fa sì che tutto nella vita si faccia per amore; che non si conosca la superbia; che si perdoni sempre con prontezza, senza mai giudicare e cercando sempre di comprendere il proprio fratello. Perciò, apostoli del mio amore, pregate per coloro che non sanno amare, per coloro che non vi amano, per coloro che vi hanno fatto del male, per coloro che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio. Figli miei, vi chiedo questo, perché ricordate: pregare significa amare e perdonare. Vi ringrazio!”

Messaggio a Marija del 25 Novembre 2017

“Cari figli, in questo tempo di grazia vi invito alla preghiera. Pregate e cercate la pace, figlioli. Lui che è venuto qui sulla terra per donarvi la Sua pace, senza far differenza di chi siete o che cosa siete – Lui, mio Figlio, vostro fratello – tramite me vi invita alla conversione, perché senza Dio non avete né futuro né vita eterna. Perciò credete, pregate e vivete nella grazia e nell’attesa del vostro incontro personale con Lui. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Lei – Mariapia Veladiano

Tutti abbiamo sentito parlare almeno una volta di Lei: la “Lei” per antonomasia, colei che portato in grembo per nove mesi l’incarnazione di Dio, la madre dei redenti, Maria di Nazareth. Nei Vangeli però in realtà di lei si parla ben poco, lasciandola avvolta in un’aura di mistero: Mariapia Veladiano prova a colmare questa lacuna, tratteggiando una breve storia di Maria, come donna ma soprattutto come madre.

Sono la madre che ha amato senza capire.

La narrazione passa attraverso tutte le tappe fondamentali che già conosciamo: l’Annunciazione, la presentazione al tempio, la scomparsa di Gesù per tre giorni, il suo apostolato, la morte e la resurrezione. Il tutto però ci viene narrato da un punto di vista differente, quello di Maria, sottolineando un lato più umano e quotidiano della vita del Messia. I dialoghi con Giuseppe, i giochi di bambino, le domande curiose: cose all’apparenza normali, sempre però accompagnate dalla consapevolezza dell’ineluttabilità di un destino segnato.

Mariapia Veladiano ci restituisce una Maria molto umana, una madre costantemente preoccupata del futuro del figlio, consapevole del suo ruolo ma speranzosa fino all’ultimo che le cose possano cambiare e che tutto diventi improvvisamente e gioiosamente ordinario. Maria non si vanta del suo ruolo speciale, non mette sé stessa e la sua famiglia su un piedistallo, anzi, evita qualsiasi spettacolarizzazione, preoccupata per un figlio che è suo ma è altro da sé.

Madre del Creatore.
Madre del Salvatore.
Madre di misericordia..
Troppa enfasi sulla madre. È il figlio che fa la madre. Senza il bambino, non c’è la madre.

Buona l’idea, buona l’intenzione, ma la realizzazione del tutto non mi ha convinto. Ho trovato alcune scelte stilistiche operate dall’autrice poco riuscite: non sono particolarmente d’effetto gli stralci poetici di cui sono composti alcuni capitoli, paiono del semplice testo in prosa con andate a capo casuali. Il linguaggio dell’intero romanzo suona poi come troppo costruito e forzatamente ampolloso, arzigogolato e fine a sé stesso. La lettura ne risulta rallentata, soprattutto dopo la prima cinquantina di pagine, rendendo l’esperienza più faticosa che piacevole, facilitando così la perdita di concentrazione e un conseguente distaccamento dal testo, riducendo l’impatto emotivo, che dovrebbe essere invece il punto di forza del romanzo.

Gli stessi personaggi, che vorrebbero essere resi più umani dalla narrazione, sembrano invece essere sempre oltre, in tutto: troppo buoni, troppo comprensivi, troppo informati. Paradossalmente paiono ancora meno realistici che nella tradizione.

Un’occasione perduta per me, peccato.

Se non si muore del tutto si può tornare a vivere.

Lei di Mariapia Veladiano
171pg
Guanda
Ottobre 2017

Cosa c’è di divino nell’essere giovane madre di un figlio arrivato per grazia o per caso? Ci si augura per lui una vita buona: che non incontri il male, che il mondo lo accolga o almeno lo lasci in pace. È la storia umanissima di Maria, madre di Dio bambino, la stessa di ogni madre per cui il proprio bambino è Dio, vita che si consegna fragilissima e si promette eterna. Ma il figlio di Maria è troppo speciale perché la storia sia solo questa e infatti sarà altra, raccontata per generazioni in poesia, in pittura, in musica, nel vetro, nel ghiaccio immacolato, a punto croce, sulle volte delle cattedrali e sui selciati delle piazze. Qui parla Maria. Accanto a lei Giuseppe, padre che ha detto sì senza comprendere, senza nemmeno pronunciare questo sì, costruttore di un progetto di vita e di amore ben più grande di quello immaginato. Intorno a lei uomini e donne che pensano di capire, ma sanno solo chiacchierare; e gli amici del figlio, Giovanni, Simone, Giuda e anche Nicodemo, che si affannano di domande nella notte; e dottori e farisei che chiedono la verità solo per poterla negare. Sopra di lei, infine, gli angeli fanno corona, ma con le loro ali non riescono a tenere lontano il gran male del mondo, che si addensa fino a quando qualcuno griderà: «A morte». Ciò che resta è un corpo rotto senza grazia, consegnato a una madre ancora giovane, anche nel momento estremo così simile a tante madri. Ma questa è una storia troppo immensa perché tutto possa andare perduto.