I diari della falena – Rachel Klein

I diari della falena di Rachel Klein
343pg
Einaudi
Ottobre 2011
Letto a Gennaio 2015
⭐⭐⭐⭐
In un elegante collegio, una ragazza di sedici anni affida al proprio diario i propri pensieri più intimi. L’oggetto della sua crescente ossessione è la sua compagna di stanza, Lucy Blake, e l’amicizia di Lucy con la loro nuova e inquietante compagna di classe, l’enigmatica e lunatica Emessa, pallida e dagli occhi ipnotici. Attorno a lei vorticano voci misteriose, sospetti e segreti, così come una serie di sinistre sciagure. Mentre la paura si diffonde per la scuola e Lucy non è più la stessa Lucy, fantasia e realtà si mescolano finché ciò che è vero e ciò che è solo immaginato si fondono in un incubo a occhi aperti che risveglia le ansie, la lussuria, e le paure dell’adolescenza.


Non è per nulla semplice parlarvi de I diari della falena. Ho ricevuto questo libro in regalo da un’amica di famiglia alcuni anni fa (grazie Romina!) e poi l’ho lasciato sullo scaffale a riposare, in attesa: per una sfida a squadre su Anobii avevo come compito il leggere un libro con la parola diario/diari e così la mia scelta è ricaduta su questo. Ne sono molto contenta, e soprattutto sono contenta di aver atteso tento a leggerlo perché penso che, sinceramente, un po’ di tempo fa non sarei riuscita ad apprezzarlo molto.

L'edizione hardback in lingua inglese de I diari della falenaProtagonista di questo romanzo è una ragazzina di sedici anni ebrea che frequenta un esclusivo collegio per ragazze come interna, cioè vivendo all’interno della struttura. Come tale, dà poca confidenza alle esterne (coloro che frequentano la villa unicamente per le lezioni) e divide ogni attimo della sua giornata con le altre studentesse che abitano la struttura: ha stretto amicizia in particolare con Lucy, un angelo biondo che occupa la stanza accanto alla sua, il bagno in comune. La protagonista, di cui non ci viene detto il nome, è elettrizzata all’idea di passare un intero anno al fianco della sua migliore amica, dopo un periodo un po’ travagliato dovuto al suicidio del padre e all’inserimento nella nuova scuola. Una nuova studentessa si viene però ad aggiungere al suo idilliaco quadretto, Ernessa, che fin da subito si comporta in modo davvero molto strano. Pian piano, Lucy si avvicina sempre più ad Ernessa, ignorando sempre più la sua vecchia amica e cambiando sempre più i suoi atteggiamenti e il suo aspetto. Ma solo la nostra protagonista pare accorgersene… quale segreto cela Ernessa? Cos’ è quel terribile odore che sembra provenire dalla sua stanza? Perché le insegnanti sembrano concederle ogni privilegio?

I diari della falena è una lettura stranissima. La storia ci viene raccontata dalla protagonista sotto forma di diario, da Settembre a Maggio, diario che viene aggiornato con regolarità di nascosto, in modo ordinato e piuttosto dettagliato. Perlomeno all’inizio. Giorno dopo giorno veniamo a conoscere le ragazze che abitano il collegio, i professori, assistiamo a lezioni, pranzi, cene, gite e quant’altro. Pian piano però Ernessa, la nuova arrivata, diventa sempre più protagonista del diario e ci vengono descritti tutti i suoi comportamenti, le sue frasi e tutte le teorie e le sensazioni della protagonista in proposito. Niente di eccezionale, direte voi, no? Ed effettivamente la sensazione iniziale è questa. Anzi, devo ammettere che nel romanzo l’azione è praticamente ridotta ai minimi termini, succede davvero poco e raramente qualcosa di eclatante. La protagonista poi tende a sparare un po’ sentenze su tutto e tutti, spargendo giudizi a destra e a manca, ritenendosi spesso più intelligente e superiore rispetto alle altre.

Una delle edizioni paperback in inglese di I diari della falenaEppure ogni volta che chiudevo il libro ero curiosa di continuare a leggere, di sapere cos’altro sarebbe successo. Procedendo, il linguaggio si faceva sempre più oscuro, la narrazione onirica. Non so come, la Klein mi ha avvinto con la sua storia, mi ha ammaliata con la sua lenta ma puntuale costruzione degli ambienti e dei personaggi. E poi non possono non iniziare a sorgere dubbi, man mano che si prosegue nella lettura, sulla veridicità di ciò che la protagonista ci sta raccontando. Se all’inizio un po’ mi arrabbiavo nel vedere come le altre ragazze non notassero niente di strano in Ernessa, come tutti sembrassero difenderla, poi pian piano ho cominciato a dubitare di ciò che stavo leggendo: non è che nessun altro nutriva quei sospetti perché in realtà non c’era un bel niente di cui sospettare? I sogni si alternano alla realtà e diventa difficoltoso capire cosa sia reale e cosa no. Non so quale sia la verità, non lo so neppure ora che ho finito di leggere il romanzo, ma ho adorato questo essere continuamente in bilico, questo dubitare di tutto e tutti. L’unica cosa certa è il forte sentimento di gelosia che permea il romanzo, gelosia nei confronti di Lucy ma anche della stessa Ernessa.
Si potrebbe probabilmente inscrivere questo romanzo nella categoria “narratori inaffidabili”, infatti mi ha ricordato moltissimo Bugiarda di Justine Larbalestier e, come esso, non dà risposte certe, lascia al lettore la possibilità di credere a quello che vuole. E, nonostante mi urti, adoro questo tipo di romanzi.

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