Giuseppe Moscati – Beatrice Immediata

Giuseppe Moscati di Beatrice Immediata
148pg
Edizioni San Paolo
Letto il 05/01/17
#2 del 2017
⭐⭐⭐
Giuseppe Moscati è un giovane medico vissuto a cavallo tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900. Egli si impone senza volerlo, all’attenzione di colleghi e pazienti per la sua illuminata competenza professionale e per la dedizione incondizionata al mondo della medicina. È chiamato “il secondo Cardarelli” che era ritenuto il luminare della medicina partenopea del Novecento. Una vita, quella di Moscati, dedicata completamente al servizio degli ammalati e alla ricerca scientifica. Sensibile ai bisogni dei poveri, parte dei suoi guadagni erano destinati ai pazienti più indigenti in modo discreto e anonimo. La sua vita di grande fede e la scelta di celibato potenziarono la dedizione incondizionata a questi ideali altamente umanitari ed evangelici. Alla sua morte, che arrivò prematura in un fisico fiaccato dal lavoro intenso, i colleghi paragonarono la sua professione medica a “un sacerdozio e un apostolato”. Nel 1987 è stato canonizzato da Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro.


Non conoscevo la figura di Giuseppe Moscati, fin quando non me ne ha parlato una mia amica, che ha provveduto anche a riempire la mia lacuna regalandomi questo libro per Natale (grazie grazie grazie). Mi ritrovo un po’ ad avere un parere ambivalente su questo testo. Da una parte c’è la figura di Giuseppe Moscati, sicuramente da ricordare. Nato sul finire del 1800, settimo figlio di un’importante magistrato, dedicò la sua vita alla medicina e soprattutto ai suoi pazienti, prodigandosi per loro in ogni modo, anche economicamente, e cercando di salvaguardare non solo la loro salute fisica ma anche quella spirituale, raccomandando la preghiera e la dedizione al Signore. So che magari può sembrare paradossale, e non si discute il fatto che, quando si è malati, bisogna curarsi, ma sono dell’idea che anche l’anima necessiti delle sue cure. Giuseppe Moscati, pur morendo giovane, ha lasciato un segno indelebile nei ricordi di molti, tanto che ha avuto un processo di santificazione estremamente rapido, coadiuvato dai diversi miracoli che pare siano avvenuti per sua intercessione.

Il problema però di questo testo è la sua eccessiva ripetitività. I concetti in esso contenuti potevano essere condensati in un libercolo estremamente più breve e scorrevole, evitando inutili divagazioni ed excursus più o meno attinenti. Inoltre l’autrice pare voler dare una sfumatura melodrammatica alla sua narrazione, che sinceramente è una cosa che, gusto personale, mi irrita non poco.
Insomma, interessante e importante l’argomento, poco efficace la narrazione.
Mi sento comunque di consigliarvelo per conoscere un po’ di più la figura di questo medico, si legge in poche ore.

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