Nowhere girls – Amy Reed

La mancanza di dissenso implica assenso? Se una ragazza non dice no, significa sì?

 “Silenzio non significa sì. Il no lo si può pensare e sentire, ma mai pronunciare. Lo si può gridare dentro di noi. Magari è nascosto, muto, in un pugno chiuso, nelle unghie che affondano nel palmo.”

È quello che è successo a Lucy: tanto ubriaca da perdere quasi i sensi, uno alla volta si è ritrovata tre diversi ragazzi sopra di sé. Non ha detto di no, non ci è riuscita. Loro ridevano, si scambiavano di posto, imprecavano nel vederla vomitare: sapevano perfettamente che non era in sé, ma non gli interessava. Un’esperienza traumatica, che Lucy non potrà mai dimenticare e che la segnerà profondamente a vita: ma oltre il danno, ovviamente c’è la beffa. Quando la ragazza infatti trova il coraggio di raccontare tutto nessuno le crede e anzi, tutta la città le si rivolta contro, sino a costringerla a trasferirsi altrove. La sua casa verrà acquistata da Grace e dalla sua famiglia ed è proprio in quella che era la stanza di Lucy che il progetto delle Nowhere Girls avrà inizio quando Grace troverà incisa sui mobili la disperazione della ragazzina. Insieme a Rosina ed Erin daranno vita a un movimento molto più grande di loro, che rivoluzionerà la vita alla Prescott High e avrà risonanza anche al di fuori della loro piccola scuola.

adult-black-and-white-body-271418Alcune questioni vengono forse sciolte troppo in fretta, con troppa facilità, e talvolta forse in modo poco realistico, ma di sicuro Nowhere Girls ha un grande pregio, e cioè di sottoporre ai ragazzi situazioni di cui si parla davvero troppo poco.

Quand’è che si parla di stupro? Cosa costituisce violenza? Penso che siamo tutti d’accordo sul fatto che, se una ragazza ti dice di no, è no, e questo no va rispettato. Non bisogna considerarlo come un modo per fare le preziose o per farsi desiderare, e quindi continuare, insistere: il no è no. Ma se la ragazza non dice no? Beh, può sempre farlo intendere ribellandosi, scalciando, cercando di opporsi, no? Altrimenti significa che lo vuole, no? Non è così facile, in realtà, o almeno non per tutte. Perché talvolta la paura si insinua così profondamente nella tua testa e nel tuo corpo da impedirti di muovere qualsiasi muscolo e da concederti solo di chiudere gli occhi e aspettare che finisca. Perché magari il tuo cervello ti convince anche che forse un po’ te lo sei anche meritato, perché non dovevi bere quel bicchiere di più e non dovevi accettare il passaggio a casa per non guidare in quello stato. Perché tutti diranno che insomma, dovevi stare più attenta, che comportandoti così in fondo te lo sei meritato.
E invece no, non te lo sei meritato, non è colpa tua, e nessun uomo deve permettersi di fare una cosa del genere. E non venitemi a dire che se una non si ribella non si capisce che non vuole: ragazzi, se la donna che avete sotto di voi non è partecipe al rapporto, non potete non accorgervene, è fisicamente impossibile. Solo se la ritenete un mero oggetto potete passare sopra la cosa.
Le Nowhere Girls cercano di fare capire a tutti proprio questo e di mettere in luce cultura dello stupro e atteggiamenti maschilisti che si insinuano a tradimento nella società, inquinando i rapporti tra le persone. E purtroppo questa non è solo una storia da romanzo, non è pura fiction: su internet esistono gruppi e blog che parlano delle donne come oggetti, che inneggiano allo stupro, all’uso dell’alcool e del cloroformio per rendere le ragazze inerti e disponibili. Donne come trofei, come nomi da aggiungere su una lista infinita in cui ciò che conta è solo il portarsene a letto il più possibile, volenti o nolenti. Parole cariche di odio e di insulti e applausi per quelli che riescono a portarsi a letto le difficili, in modi più o meno legali. E il maschilismo non è solo maschile, talvolta sono proprio le donne a essere le peggiori: quante volte le ragazze additano altre ragazze come “puttane”, perché vestite in un certo modo o più libertine? E queste sono quelle che se la cercano in fondo, no?

Se mi arrendo, non è stupro. Regole diverse per ragazze diverse. A quelle come me non è permesso dire di no.

StockSnap_M0GR12B445In Nowhere Girls però c’è anche altro. Abbiamo  Erin, affetta da una forma di autismo ad alto funzionamento: i capelli rasati corti, evita il contatto fisico con chiunque, ogni giorno guarda una puntata di Star Trek – Next Generation sognando di diventare priva di emozioni come Data. Grace, che si sente messa in ombra dai suoi genitori, così buoni e bravi, ed è stata piantata in asso da tutti i suoi amici non appena la sua congregazione ha giudicato la madre troppo fuori dagli schemi. E poi c’è Rosina, latinoamericana, schiavizzata dalla famiglia tra babysitteraggio, lavoro al ristorante dello zio e badante ad abuelita, appassionata di band rock femminili e cotta perdutamente di Melissa, la più carina delle cheerleader. E Amber, Sam, Trista, Lisa e tutte le altre, ognuna con la sua storia, ognuna così diversa, ma tutte accomunate da una voglia di rivalsa, tutte desiderose di non essere più solo oggetti.

È facile affezionarsi a queste ragazze, ai loro problemi, e sposare la loro causa: e forse è proprio questa una delle carte vincenti del romanzo. Purtroppo alcune questioni sono accennate solo di passaggio e il finale l’ho trovato un po’ affrettato e poco realistico, ma nel complesso un buon punto di partenza.

 

NOWHERE GIRLS – AMY REED

nowhereTraduttore: E. Papaleo
Editore: Piemme
368 pagine
☆☆☆☆

Chi sono le Nowhere Girls? Sono tutte le ragazze, ma per cominciare sono in tre: Grace, tenera e impacciata, è nuova in città, dove si è dovuta trasferire a causa dei pregiudizi nei confronti della madre; Rosina, lesbica e punk, sogna di diventare una rockstar, ma è costretta a lavorare nel ristorante messicano di famiglia; ed Erin, un’asperger con due fissazioni, Star Trek e la biologia marina, vorrebbe assomigliare a un androide ed essere in grado di neutralizzare le emozioni. In seguito a un episodio di stupro rimasto impunito, le tre amiche danno vita a un gruppo anonimo di ragazze per combattere il sessismo nella scuola. Le Nowhere Girls, una moltitudine di voci diverse, dovranno superare la paura e l’imbarazzo per confrontarsi con coraggiosa onestà e opporsi alle minacce di chi si sente forte e non è disposto a mettersi in discussione. Ma alla fine riusciranno in ciò che sembrava impossibile: le cose possono cambiare e tutti hanno diritto alla felicità. Senza compromessi. Senza discriminazioni.

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